Archivio | 15 gennaio 2018

Ponte dell’Arcobaleno, anche gli animali vanno in Paradiso

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Anche gli animali vanno in Paradiso e lo fanno arrivando nel Ponte dell’Arcobaleno. Di cosa si tratta? Di un luogo mitico in cui tutti i proprietari che hanno perso un amico a quattro zampe sono certi che lo ritroveranno. La leggenda che parla di questo luogo fantastico è stata tramandata nel corso dei secoli e    

Secondo un’antica leggenda gli animali che muoiono raggiungono un posto speciale:
il Ponte dell’Arcobaleno 

Anche gli animali vanno in Paradiso e lo fanno arrivando nel Ponte dell’Arcobaleno. Di cosa si tratta? Di un luogo mitico in cui tutti i proprietari che hanno perso un amico a quattro zampe sono certi che lo ritroveranno. La leggenda che parla di questo luogo fantastico è stata tramandata nel corso dei secoli e risale agli Indiani d’America.

Chiunque ami gli animali o ne ha avuto uno, prima o poi si ritrova a soffrire per la morte dell’adorato peloso. Si tratta di un dolore che è simile, se non identico, a quello che si prova quando viene a mancare una persona cara. Un lutto che è reso meno pesante dall’idea che il cane (ma anche il coniglio, il gatto o il cavallo) dopo la morte si trovi in un posto migliore. 534898_371218136282243_1278955408_n (2)

Si tratta di un posto che esiste oltre l’arcobaleno e che viene chiamato appunto Ponte dell’Arcobaleno. Quando un animale lascia la Terra, raggiunge questo posto. Qui si trovano colline verdi e prati con erba profumata. I cani che erano malati o vecchi ritornano in salute, possono correre e giocare. C’è molto da mangiare e da bere, non fa mai troppo caldo o freddo e tutto è meraviglioso. Si tratta di un luogo meraviglioso simile al Paradiso, ma in versione quattro zampe. Tutti i cani che si trovano nel Ponte dell’Arcobaleno però sentono nostalgia nei confronti degli umani che si sono lasciati indietro. Secondo la leggenda i cani fissano continuamente le colline, in attesa di veder spuntare la persona che hanno amato quando erano in vita. Chiunque ha perso un cane che amava, come ad esempio Antonella Clerici che ha dovuto dire addio al suo Oliver, spera un giorno di incontrare di nuovo il proprio amico a quattro zampe, di raggiungerlo nel Ponte dell’Arcobaleno e di poterlo accarezzare di nuovo.

via Ponte dell’Arcobaleno, anche gli animali vanno in Paradiso — DiLei

Nastrine fatte in casa  

Pubblico la ricetta delle nastrine fatte in casa perchè  come avrete capito utilizzo il mio blog come una sorta di diario , dove annotare le cose importanti da realizzare nei prossimi giorni. Di solito , poiché sono  profondamente contraria ai cibi industriali, preferisco prepararli personalmente , consapevole comunque di non essere sempre perfetta. Sia chiaro, non ho il tempo materiale per fare tutto da me, mi piacerebbe ma fisicamente non posso. Credo però sia importante cercare di limitare il consumo di prodotti industriali, che si tratti di sughi pronti o di dolcetti.
Le nastrine   sono sempre state tra le mie merendine preferite, da sempre. Alte e soffici, con lo zucchero sopra e profumate: chi non le adora? Provare a farle in casa sarà davvero divertente, considerando la semplicità delle operazioni . L’impasto deve essere morbido ma sfogliato. Unica accortezza: sappiate che per farle ci vuole molto tempo per la lievitazione . Prendetevela comoda!Il risultato è facile da descrivere: considerate le classiche nastrine dal gusto delizioso e morbidissime ma un poco “inconsistenti”. Date loro più colore e più sostanza con un impasto che non si appiattisca sotto le dita.
Ingredienti (8 nastrine grandi o 16 piccole)
– 300 gr di farina 00
– 300 gr di farina di manitoba
– 280 gr di burro
– 2 uova intere ed un tuorlo
– 90 gr di latte intero
– 90 gr di zucchero
– 20 gr di lievito di birra fresco
– un cucchiaio raso di zucchero a velo
– un cucchiaino scarso di sale
– 10 gocce di aroma pandoro FlavourArt
Procedimento:
Per iniziare a preparare le nastrine fatte in casa attivate il lievito, sciogliendolo nel latte assieme allo zucchero. Appena sarà comparsa una “schiumetta” superficiale unite la farina, 180 gr di burro, l’aroma e le uova (sia quelle intere che il tuorlo). Solo per ultimo il sale.
Lavorate il tutto per una decina di minuti almeno, con una planetaria a media velocità o con uno sbattitore elettrico usando le fruste a spirale. Riprendete brevemente l’impasto a mano, passaggio che consiglio sempre per accertarne consistenza ed omogeneità. Lasciate quindi riposare una mezz’ora a temperatura ambiente.
Stendete per la prima di tante volte l’impasto delle nastrine fatte in casa. Ricavate un rettangolo più lungo che largo, spesso non più di un centimetro. Stendete della farina sul piano di lavoro, per aiutarvi meglio. Lavorate i rimanenti 100 gr di burro con lo zucchero a velo, quindi stendetelo su due terzi dell’impasto. Piegate il terzo senza burro sopra la parte centrale, quindi copritelo con il restante terzo imburrato. Formerete così un altro rettangolo, largo quanto quello di partenza ma lungo un terzo. Avvolgete nella pellicola trasparente e lasciate in frigo 45 minuti.
Il tempo in frigo serve al burro per raffreddarsi ed evitare che si mescoli con l’impasto. E’ infatti necessario che si formino strati di pasta omogenei e separati dal burro. Anche per questo, nelle pieghe che seguono dovete evitare che il burro fuoriesca dall’impasto usando molta delicatezza. Non è un’operazione difficile, ma bisogna essere tranquilli e fare con calma. La foto che segue farà chiarezza
 Togliete la pasta dalla pellicola e disponetela con il lato corto verso di voi, con il margine esterno in vista alla vostra destra, esattamente come nel punto 4. Stendete l’impasto con il mattarello, allungandone solo il lato lungo come nel punto 1. Ripiegate ancora l’impasto in tre come prima, senza aggiungere altro burro, come vedete nei punti 2 e 3. Ruotatelo con il margine esterno sempre alla vostra destra, riportandolo in posizione 4. Ripetete l’operazione: allungate il lato lungo e piegate in tre. Coprite con la pellicola e lasciate in frigo altri 45 minuti.
Rifate nuovamente quanto scritto sopra: stendete l’impasto e piegatelo in tre per due volte. Ancora lasciate riposare in frigo. Una mezz’ora basterà, poi potrete formare le nastrine.
 
Le nastrine hanno appena iniziato la lievitazione
Estraete il vostro panetto rettangolare dal frigo. Non lavoratelo con il mattarello: dovrebbe esservi venuto alto circa 3 cm e va benissimo così. Rifilatene i bordi con un coltello molto affilato. La parte che togliete potete cuocerla: sarà buona ma esteticamente non molto bella. Tagliate il rimanente impasto in fette larghe circa un centimetro. Ogni fetta si trasformerà in una nastrina, ma se vi sembrano troppo grandi potete sempre dividerle a metà. Io ho ottenuto 8 nastrine un più grandi di quelle tradizionali, dividendone a metà un paio ho creato delle nastrine appena più piccole di quelle che conoscete.
Attorcigliate l’impasto per fargli assumere la classica forma, disponete le nastrine su della carta forno e coprite con della pellicola trasparente (lasciando comunque passare l’aria, non sigillatele). Non saranno bellissime, le mie le vedete qui in foto, ma non temete! Ora devono lievitare per 8 ore a temperatura ambiente, non cedete alla tentazione di usare un luogo caldo per accorciare i tempi o rovinerete la sfogliatura!
Le stesse nastrine viste prima della lievitazione, appena sfornate
Quando le nastrine saranno raddoppiate di volume spennellatele appena con del miele, cospargetele di zucchero e infornatele per 20 minuti a 170°C. Sarebbe meglio resistere dal mangiarle subito: fredde sono più buone!