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Andy Warhol – Biografia ed opere di questo originale artista statunitense.. re della Pop Art

. . . . La “Pop Art” ovvero Arte Popolare è una corrente artistica nata in Gran Bretagna nella seconda metà del ‘900 di cui Andy Warhol è stato uno dei principali ispiratori e maestri. Pittsburgh 6.8.1928 – New York 22.2.1987 RICORDO DI ANDY […]

via Andy Warhol – Biografia ed opere di questo originale artista statunitense.. re della Pop Art — IL MONDO DI ORSOSOGNANTE

La “Pop Art” ovvero Arte Popolare

è una corrente artistica nata in Gran Bretagna

nella seconda metà del ‘900

di cui Andy Warhol è stato uno dei principali

ispiratori e maestri. 
Pittsburgh 6.8.1928 – New York 22.2.1987
RICORDO DI ANDY WARHOL RE DELLA POP ART
a cura di Tony Kospan
BREVE BIOGRAFIA
Nato a Pittsburgh in una famiglia d’origine slovacca e
dopo essersi diplomato nel 1949 inizia a lavorare
come grafico pubblicitario per alcune note riviste
ma svolge anche l’attività di vetrinista e di scenografo.
Presto inizia a creare delle pubblicità tutte sue e nel 1952
tiene la sua prima mostra di disegni alla Hugo Gallery di New York.
 Dal 1960 inizia a creare dipinti che si rifanno ai fumetti
ed alla pubblictà di grandi marche… ed inizia ad usare la serigrafia…
Successivamente affronta un’iniziativa molto più ampia la “Factory
una specie di officina creativa e collettiva d’arte di massa..
 Iniziano anche i suoi rapporti con Leo Castelli
che molta importanza avranno
nella diffusione sempre più ampia delle sue opere…
Intanto, per la sua “stranezza” nel proporre immagini consumistiche
la sua arte ebbe molte critiche negative.
 Infatti il fenomeno Warhol era molto discusso ,
e negativamente considerato, sia per la sua eccentricità
che per l’immagine trionfale del consumismo americano,
proprio negli anni in cui il mondo della cultura  
cercava di lottare contro di esso.
Ma le sue opere, nonostante questo,
 avevano un grande successo di mercato
forse perché appariva non molto nascosto il loro intento provocatorio,
e venivano esposte nelle mostre di tutto il mondo.
 Nel frattempo si dedicava anche al cinema con 2 cortometraggi
“Sleep” ed “Empire”.
Il 3 giugno 1968, una fanatica femminista frequentatrice della ‘Factory‘,
sparò a Warhol e al suo compagno di allora, Mario Amaya.
 Non morirono ma Warhol si salvò proprio per un pelo.
 Negli anni successivi e fino alla sua prematura morte,
in un ospedale di New York a seguito di un’operazione alla cistifellea,
si dedicò a creare degli happening multimediali
in cui si associavano varie forme d’arte
ed a rivisitare famosi capolavori…
(l’ultimo prima di morire fu “L’ultima cena”).
Venne sepolto a Pittsburgh
 che nel 1990 creò in suo onore
l’Andy Warhol Museum.
LA SUA VISIONE ARTISTICA
Egli cerca di evidenziare i simboli più evidenti
della società del suo tempo
ma affronta anche temi sociali veri come gli incidenti stradali
e la sedia elettrica.
Il suo stile, sembra non differire molto dalla realtà visiva di ogni giorno
e  può anche apparire quasi indifferente e/o banale,
 però colpì molto il mondo artistico e dei media del dopoguerra
 ed infatti tuttora è molto apprezzato.
  Andy fu ed è ancor oggi considerato
il massimo esponente della Pop Art.
  Tony Kospan
AMANTI DELL’ARTE ED ARTISTI…
I N S I E M E

Frazer – Morte e risurrezione di Osiride — l’arte dei pazzi

Nell’antico Egitto, il dio la cui morte e risurrezione venivano celebrate ogni anno con alternarsi di dolore e di gioia, era Osiride, la più popolare delle divinità egizie, e vi sono forti ragioni per classificarlo in uno dei suoi aspetti con Adone e con Attis, come la personificazione dei grandi cicli annuali della natura e […]

via Frazer – Morte e risurrezione di Osiride — l’arte dei pazzi

Tiziano con il suo capolavoro “Paolo III ed i suoi nipoti” ci svela l’arroganza del potere – IL MONDO DI ORSOSOGNANTE

Paolo III con i nipoti

. . . Questo dipinto di Tiziano conservato nel Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli , noto ma non notissimo, ha un enorme rilievo nella storia dell’arte. . Infatti l’autore ha l’ardire e la capacità geniale di prendere in giro, e colpire, il potere aprendo la strada ad altri grandi artisti come Goya, Veazquez e […]

Questo dipinto di Tiziano

conservato nel Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli ,

ha un enorme rilievo nella storia dell’arte.

Infatti l’autore ha l’ardire e la capacità geniale
di prendere in giro, e colpire, il potere aprendo la strada
ad altri grandi artisti come  Goya, Veazquez e Bacon.

I PERSONAGGI

Il Papa, Paolo III è il grande Pontefice
che combatté la Riforma Luterana con il Concilio di Trento,
ma è anche il committente dei mitici affreschi di Michelangelo

della Cappella Sistina ove è pure ritratto nel “Giudizio Finale” (v. sopra) .

Qui appare vecchio e sofferente con quella testa che appare girata a fatica
ma la sua mano attaccata come un artiglio al bracciolo della poltrona
e la pelliccia maculata che fodera la mantella ci rivelano che questo vecchietto
è un potentissimo leader mondiale.Quest’uomo rappresenta un enorme sistema di potere immobile
che si difende con forza da qualsiasi tentativo di modificarlo.

La forza del suo potere è espressa anche dai nipoti,

il Cardinale Alessandro ed il Principe Ottavio,
(potere ecclesiastico e potere laico) che gli sono intorno a sua protezione.
Ma se l’ecclesiastico mostra con il suo sguardo malinconico un po’ di umanità
appare invece amaramente emblematica la figura del Principe accanto al Papa.

Osserviamo come sia falso ed untuoso il suo inchino,

come sia sfuggente e ambiguo il suo sguardo e come sia simbolica
quella mano appoggiata sulla spada pronta ad intervenire se necessario.

Non meno significativo è l’orologio d’oro sul tavolo quasi a simboleggiare
la precisione che devono avere i meccanismi del potere.

SIGNIFICATO

Il Papa è ormai molto vecchio, i nipoti devono essere pronti a tutto
per mantenere in famiglia il potere.

Pronti cioè a creare o cancellare nuovi stati o staterelli, a fare congiure,
a ricattare, e a nominare nuovi cardinali e/o nuovi principi per nuove alleanze.

Tiziano

La grande forza espressiva del dipinto ci rivela in fondo
una cosa eterna, la forza del potere, che si estrinseca
in comportamenti amorali o immorali come il trasformismo,
l’accaparramento di beni pubblici, l’ipocrisia, i favoritismi etc…

ANALISI

Tiziano utilizza il suo intenso e fantastico colore non per addolcire
ma per evidenziare una realtà e svelare cosa nasconde il potere.

I personaggi dipinti sono così sicuri di sé che non si accorgono
dell’enorme forza critica che il dipinto assume ed il Vasari

racconta che il dipinto era così apprezzato che molti fedeli

nel vederlo credevano di trovarsi davvero davanti al Papa.

Tiziano sbatte in faccia a loro la verità che ha una tale evidenza
che nessun potere può distruggere o coprire con belle parole a lungo

e dunque il dipinto ha in sé una grande carica innovativa.

Tony Kospan

IL GRUPPO DI CHI AMA L’ARTE FIGURATIVA

 

 

 

Le pizzette la mia passione!

Pizzette al fornoRicetta Pizzette rosse

Quando gli ospiti sono tanti , preferisco  puntare su piatti semplici ma buoni. Sicura di far bella figura scelgo sempre la  ricetta  delle pizzette: sono pratiche da preparare ed apprezzate da tutti. Ma la cosa più importante, è che si possono preparare il giorno prima, così da non trovarsi all’ultimo con troppe cose da fare.
Le ricette classiche però non vanno bene, per delle pizzette da preparare prima e da intiepidire solo all’ultimo: la pasta diventa gommosa, insipida, tendendo ad assomigliare a quella industriale. E far pensare che io compri tutta roba industriale non è certo quello che voglio. Fortunatamente c’è un piccolo trucchetto che permette di risolvere il problema: il burro! Aggiunto all’impasto della pizza il burro permette alla pasta di rimanere fragrante e compatta anche dopo un giorno dalla cottura, e rende le pizzette deliziose persino se mangiate fredde.
Ingredienti per 30 pizzette circa:
– 100 gr di farina 0
– 150 gr di farina di Manitoba
– 125 ml di acqua
– mezza bustina di lievito di birra secco (o mezzo panetto di quello fresco)
– 25 gr di burro
– 1 cucchiaino di zucchero
– 2 cucchiaini di sale fino
– 2 cucchiaini di olio di oliva
– polpa di pomodoro
– mezza mozzarella
-origano
– sale per la salsa
Procedimento:
Riattivate il lievito lasciandolo una decina di minuti in una terrina con l’acqua tiepida e lo zucchero ben sciolto. Quando inizierà a fare le bolle aggiungetevi le farine già mescolate al sale, l’olio d’oliva ed impastate. Consiglio di fare questa operazione a mano, credo che sentire sotto le dita l’impasto sia fondamentale per evitare errori.
Quando sarà abbastanza omogeneo trasferitelo sul piano di lavoro ed aggiungete il burro a temperatura ambiente ridotto a fiocchi. Impastate fino a che non sentirete più il burro sotto le dita, indice di un impasto ben omogeneo.
Ricordate che l’impasto deve “pulire” la tavola e le vostre dita asportando gli eventuali residui presenti, non appiccicarsi al piano di lavoro. Nel caso serva, aggiungere altra farina. Le dosi di farina negli impasti non possono mai essere precise, molto dipende dall’umidità dell’ambiente ed anche dalla marca di farina usata.
Formate una palla unica, infarinatela leggermente sulla superficie e mettetela a lievitare in una terrina coperta da un panno appena umido. Qualsiasi posto tiepido, lontano da correnti d’aria, andrà benissimo.
Dopo mezz’ora formate con l’impasto dei dischetti, alti circa mezzo centimetro. Formateli leggermente più piccoli delle pizzette che volete ottenere. Lasciate lievitare, ben distanziati e su della carta forno, altri 45 minuti.
Nell’intanto scaldate il forno a 200°C.
A questo punto, con un pollice, create delicatamente una fossetta al centro di ogni pizzetta. Farcite con un mezzo cucchiaino di salsa di pomodoro, già salata e condita con abbondante origano. Quindi completate ogni pizzetta con un cubettino di mozzarella.
Cuocete le pizzette al forno per 12-15 minuti, in base alla loro dimensione ed altezza.
Potete servire le pizzette subito o aspettare che si intiepidiscano. Potete anche mangiarle una volta fredde, grazie al trucco del burro nell’impasto, così come intiepidirle nuovamente in seguito.

Ponte dell’Arcobaleno, anche gli animali vanno in Paradiso

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Anche gli animali vanno in Paradiso e lo fanno arrivando nel Ponte dell’Arcobaleno. Di cosa si tratta? Di un luogo mitico in cui tutti i proprietari che hanno perso un amico a quattro zampe sono certi che lo ritroveranno. La leggenda che parla di questo luogo fantastico è stata tramandata nel corso dei secoli e    

Secondo un’antica leggenda gli animali che muoiono raggiungono un posto speciale:
il Ponte dell’Arcobaleno 

Anche gli animali vanno in Paradiso e lo fanno arrivando nel Ponte dell’Arcobaleno. Di cosa si tratta? Di un luogo mitico in cui tutti i proprietari che hanno perso un amico a quattro zampe sono certi che lo ritroveranno. La leggenda che parla di questo luogo fantastico è stata tramandata nel corso dei secoli e risale agli Indiani d’America.

Chiunque ami gli animali o ne ha avuto uno, prima o poi si ritrova a soffrire per la morte dell’adorato peloso. Si tratta di un dolore che è simile, se non identico, a quello che si prova quando viene a mancare una persona cara. Un lutto che è reso meno pesante dall’idea che il cane (ma anche il coniglio, il gatto o il cavallo) dopo la morte si trovi in un posto migliore. 534898_371218136282243_1278955408_n (2)

Si tratta di un posto che esiste oltre l’arcobaleno e che viene chiamato appunto Ponte dell’Arcobaleno. Quando un animale lascia la Terra, raggiunge questo posto. Qui si trovano colline verdi e prati con erba profumata. I cani che erano malati o vecchi ritornano in salute, possono correre e giocare. C’è molto da mangiare e da bere, non fa mai troppo caldo o freddo e tutto è meraviglioso. Si tratta di un luogo meraviglioso simile al Paradiso, ma in versione quattro zampe. Tutti i cani che si trovano nel Ponte dell’Arcobaleno però sentono nostalgia nei confronti degli umani che si sono lasciati indietro. Secondo la leggenda i cani fissano continuamente le colline, in attesa di veder spuntare la persona che hanno amato quando erano in vita. Chiunque ha perso un cane che amava, come ad esempio Antonella Clerici che ha dovuto dire addio al suo Oliver, spera un giorno di incontrare di nuovo il proprio amico a quattro zampe, di raggiungerlo nel Ponte dell’Arcobaleno e di poterlo accarezzare di nuovo.

via Ponte dell’Arcobaleno, anche gli animali vanno in Paradiso — DiLei

Nastrine fatte in casa  

Pubblico la ricetta delle nastrine fatte in casa perchè  come avrete capito utilizzo il mio blog come una sorta di diario , dove annotare le cose importanti da realizzare nei prossimi giorni. Di solito , poiché sono  profondamente contraria ai cibi industriali, preferisco prepararli personalmente , consapevole comunque di non essere sempre perfetta. Sia chiaro, non ho il tempo materiale per fare tutto da me, mi piacerebbe ma fisicamente non posso. Credo però sia importante cercare di limitare il consumo di prodotti industriali, che si tratti di sughi pronti o di dolcetti.
Le nastrine   sono sempre state tra le mie merendine preferite, da sempre. Alte e soffici, con lo zucchero sopra e profumate: chi non le adora? Provare a farle in casa sarà davvero divertente, considerando la semplicità delle operazioni . L’impasto deve essere morbido ma sfogliato. Unica accortezza: sappiate che per farle ci vuole molto tempo per la lievitazione . Prendetevela comoda!Il risultato è facile da descrivere: considerate le classiche nastrine dal gusto delizioso e morbidissime ma un poco “inconsistenti”. Date loro più colore e più sostanza con un impasto che non si appiattisca sotto le dita.
Ingredienti (8 nastrine grandi o 16 piccole)
– 300 gr di farina 00
– 300 gr di farina di manitoba
– 280 gr di burro
– 2 uova intere ed un tuorlo
– 90 gr di latte intero
– 90 gr di zucchero
– 20 gr di lievito di birra fresco
– un cucchiaio raso di zucchero a velo
– un cucchiaino scarso di sale
– 10 gocce di aroma pandoro FlavourArt
Procedimento:
Per iniziare a preparare le nastrine fatte in casa attivate il lievito, sciogliendolo nel latte assieme allo zucchero. Appena sarà comparsa una “schiumetta” superficiale unite la farina, 180 gr di burro, l’aroma e le uova (sia quelle intere che il tuorlo). Solo per ultimo il sale.
Lavorate il tutto per una decina di minuti almeno, con una planetaria a media velocità o con uno sbattitore elettrico usando le fruste a spirale. Riprendete brevemente l’impasto a mano, passaggio che consiglio sempre per accertarne consistenza ed omogeneità. Lasciate quindi riposare una mezz’ora a temperatura ambiente.
Stendete per la prima di tante volte l’impasto delle nastrine fatte in casa. Ricavate un rettangolo più lungo che largo, spesso non più di un centimetro. Stendete della farina sul piano di lavoro, per aiutarvi meglio. Lavorate i rimanenti 100 gr di burro con lo zucchero a velo, quindi stendetelo su due terzi dell’impasto. Piegate il terzo senza burro sopra la parte centrale, quindi copritelo con il restante terzo imburrato. Formerete così un altro rettangolo, largo quanto quello di partenza ma lungo un terzo. Avvolgete nella pellicola trasparente e lasciate in frigo 45 minuti.
Il tempo in frigo serve al burro per raffreddarsi ed evitare che si mescoli con l’impasto. E’ infatti necessario che si formino strati di pasta omogenei e separati dal burro. Anche per questo, nelle pieghe che seguono dovete evitare che il burro fuoriesca dall’impasto usando molta delicatezza. Non è un’operazione difficile, ma bisogna essere tranquilli e fare con calma. La foto che segue farà chiarezza
 Togliete la pasta dalla pellicola e disponetela con il lato corto verso di voi, con il margine esterno in vista alla vostra destra, esattamente come nel punto 4. Stendete l’impasto con il mattarello, allungandone solo il lato lungo come nel punto 1. Ripiegate ancora l’impasto in tre come prima, senza aggiungere altro burro, come vedete nei punti 2 e 3. Ruotatelo con il margine esterno sempre alla vostra destra, riportandolo in posizione 4. Ripetete l’operazione: allungate il lato lungo e piegate in tre. Coprite con la pellicola e lasciate in frigo altri 45 minuti.
Rifate nuovamente quanto scritto sopra: stendete l’impasto e piegatelo in tre per due volte. Ancora lasciate riposare in frigo. Una mezz’ora basterà, poi potrete formare le nastrine.
 
Le nastrine hanno appena iniziato la lievitazione
Estraete il vostro panetto rettangolare dal frigo. Non lavoratelo con il mattarello: dovrebbe esservi venuto alto circa 3 cm e va benissimo così. Rifilatene i bordi con un coltello molto affilato. La parte che togliete potete cuocerla: sarà buona ma esteticamente non molto bella. Tagliate il rimanente impasto in fette larghe circa un centimetro. Ogni fetta si trasformerà in una nastrina, ma se vi sembrano troppo grandi potete sempre dividerle a metà. Io ho ottenuto 8 nastrine un più grandi di quelle tradizionali, dividendone a metà un paio ho creato delle nastrine appena più piccole di quelle che conoscete.
Attorcigliate l’impasto per fargli assumere la classica forma, disponete le nastrine su della carta forno e coprite con della pellicola trasparente (lasciando comunque passare l’aria, non sigillatele). Non saranno bellissime, le mie le vedete qui in foto, ma non temete! Ora devono lievitare per 8 ore a temperatura ambiente, non cedete alla tentazione di usare un luogo caldo per accorciare i tempi o rovinerete la sfogliatura!
Le stesse nastrine viste prima della lievitazione, appena sfornate
Quando le nastrine saranno raddoppiate di volume spennellatele appena con del miele, cospargetele di zucchero e infornatele per 20 minuti a 170°C. Sarebbe meglio resistere dal mangiarle subito: fredde sono più buone!

L’amaranto… antica mitica pianta dell’amicizia… ed oggi alimento ricco di nutrienti — IL MONDO DI ORSOSOGNANTE

 

. Tutta la storia… in breve… dell’amaranto… Così si chiamava nell’antica Grecia la pianta simbolo dell’amicizia ma oggi è il nome di una pianta dello stesso colore, sempre più apprezzata per le sue proprietà, proveniente dall’America e molto utilizzata da tutte Civiltà Precolombiane… . . L’AMARANTO… DALLA GRECIA ALLE AMERICHE… STORIA – MITO – GIARDINAGGIO – ALIMENTAZIONE […]

via L’amaranto… antica mitica pianta dell’amicizia… ed oggi alimento ricco di nutrienti — IL MONDO DI ORSOSOGNANTE   

Tutta la storia… in breve… dell’amaranto.

Così si chiamava nell’antica Grecia la pianta simbolo dell’amicizia

ma oggi è il nome di una pianta dello stesso colore,

sempre più apprezzata per le sue proprietà, proveniente dall’America

e molto utilizzata da tutte Civiltà Precolombiane

L’AMARANTO…

DALLA GRECIA ALLE AMERICHE…

STORIA – MITO – GIARDINAGGIO – ALIMENTAZIONE

E… SPORT…

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Lunga è la tradizione che considera l’amaranto una pianta sacra.

Il nome Amaranto* deriva dal greco amarantos e cioè “che non appassisce“.

Di qui il significato attribuito ad esso dai Greci di pianta dell’amicizia, della stima reciproca e più in generale espressione di tutti i sentimenti veri che non dovrebbero mai cambiare con il trascorrere del tempo, in quanto eterni e unici.

Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto; in tale contesto l’amaranto era dunque utilizzato per ottenere protezione e benevolenza.

I romani attribuivano all’amaranto il potere di tenere lontana l’invidia e la sventura.

Nel periodo ’600-’800 l’amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti, in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico.

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In verità con la parola “amaranto” gli antichi greci indicavano una pianta simile al crisantemo… se non proprio il crisantemo… mentre l’amaranto che conosciamo oggi è originario delle Americhe dove era molto amato ed usato nelle cerimonie religiose dai Maya, dagli Aztechi e dagli Incas.

Inoltre nelle Americhe era anche molto utilizzato come alimento.

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Storia dell’amaranto.

I romani attribuivano all’amaranto (*nel senso però su specificato) il potere di tenere lontana l’invidia e la sventura.

Nel periodo ’600-’800 l’amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti, in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico.

Ambiente

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L’amaranto ha buona efficienza fotosintetica in quanto rientra nel gruppo delle piante C4.

Inoltre deve essere considerata una specie molto competitiva anche per il fatto che è in grado di sottrarre una notevole quantità di elementi nutritivi alle colture.

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Letteratura e Mitologia

Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto*;

in tale contesto era, dunque, utilizzato per ottenere protezione e benevolenza..

Cresta di gallo o Amaranto piumoso.

.NOTIZIE PER IL GIARDINAGGIO.

Amaranthus caudatus – Amaranto-Amaranthaceae.

Generalitàerbacea annuale, originaria dell’America meridionale; al genere Amaranthus appartengono molte specie, alcune delle quali sono commestibili e venivano coltivate per l’alimentazione.

Ha portamento eretto, e fusti molto ramificati, che raggiungono i 90-100 cm di altezza; le grandi foglie, ovali o lanceolate, sono di colore verde scuro, opaco, in alcune varietà hanno colore rossastro o porpora; per tutta l’estate, fino ai primi freddi autunnali, produce particolari infiorescenze allungate, pendule, piumose, di colore rosso, arancio o giallo, contenenti numerosissimi piccoli semi scuri.

Queste piante si possono coltivare in giardino, come bordure, ma sono anche molto adatte ad essere poste a dimora in contenitore, per meglio godere dell’aspetto pendulo delle infiorescenze. Le infiorescenze di amaranto vengono utilizzate come fiori recisi e anche essiccate.

Esposizione: porre a dimora gli amaranti in posizione soleggiata, possibilmente al riparo dai venti forti, che potrebbero danneggiare i fusti sottili e le infiorescenze.

Annaffiature: questi piccoli arbusti possono sopportare brevi periodi di siccità, è bene però annaffiarli abbastanza regolarmente, lasciando asciugare bene il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Nei mesi primaverili fornire del concime per piante da fiore ogni 15-2 giorni, mescolato all’acqua delle annaffiature.

Terre: preferiscono terreni sciolti e molto ben drenati, asciutti e sabbiosi. Porre a dimora dopo aver ben lavorato il terreno, a cui è bene aggiungere del terriccio bilanciato, sabbia e materiale drenante a granulometria grossolana, come pietra pomice o lapillo. Gli amaranti hanno sviluppo abbastanza vigoroso, quindi se si decide di porli in vaso è bene scegliere contenitori abbastanza capienti.

Moltiplicazione: avviene per seme: seminare in febbraio-marzo in semenzaio, che va tenuto in luogo protetto fino a germinazione avvenuta; in aprile-maggio è possibile seminare l’amaranto direttamente a dimora, in piena terra o in contenitore.

Parassiti e malattie: generalmente gli amaranti non vengono colpiti da parassiti o da malattie.

L’AMARANTO E LA SALUTE A TAVOLA

Molto grande è la sua ricchezza di nutrienti come proteine, grassi, minerali e fibre, vitamine A, B, C, B1, B2, B3, acido folico, niacina, calcio, ferro e fosforo presenti nelle sue spighe che sono a loro volta racchiuse nelle sue pannocchie.

Inoltre per il basso contenuto di sodio e l’assenza di grassi saturi è indicato per una dieta equilibrata.

Perfetto anche per chi non tollera il glutine e per i celiaci.

Le sue proteine presentano un indice glicemico basso e la ricchezza di fibre aiuta a combattere la stitichezza.

L’eccezionale quantità e qualità dei nutrienti (in particolare di calcio, ferro e fosforo) ben ci fa comprendere quanto possa essere utile
a tantissime persone.

Queste accertate notevoli qualità salutari fanno oggi dell’amaranto una pianta sempre più apprezzata nel campo dell’alimentazione in tutto il mondo.

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TANTE RICETTE DI DOLCI DI CARNEVALE CON IL BIMBY E SENZA… —

Oggi voglio proporvi una raccolta di dolci di carnevale da realizzare con il Bimby e senza… SE VUOI ESSERE AGGIORNATA SULLE MIE RICETTE ISCRIVETEVI NEL MIO GRUPPO DI FACEBOOK PECCATI DI GOLA 568-RICETTE BIMBY E NON SOLO E NEL MIO GRUPPO DI FACEBOOK RICETTE DI CUCINA! CHIACCHIERE FRITTE BIMBY Ingredienti 30 g (a piacere) liquore […]

Ingredienti

  • 30 g (a piacere) liquore
  • 2 uova
  • 50 g zucchero semolato
  • 250 g farina 00
  • 25 g burro
  • q.b. per friggere olio di arachidi

PREPARAZIONE

  1. Mettere nel boccale il liquore, le uova e lo zucchero: 1 min. vel. 4.
  2. Aggiungere la farina e il burro: 3 min. vel. 6.
  3. Poi: 3 min. vel. Spiga.
  4. Far riposare l’impasto per un’ora, poi stenderlo su un piano infarinato, tagliarlo in piccole strisce e friggerle in abbondante olio bollente.
  5. Scolare, cospargere di zucchero a velo e servire

SENZA BIMBY

  • 300 gr di farina
  • 60 gr di zucchero
  • 50 gr di burro
  • 2 uova
  • 30 ml di spumante dolce
  • 1 cucchiaino di scorza di arancia
  • 1 cucchiaino di scorza di limone
  • 2 cucchiaini di lievito
  • Un pizzico di sale
  • Zucchero a velo (quanto basta)
  • Olio di semi di girasole per friggere (in alternativa potete cuocere le Chiacchiere in forno)

PROCEDIMENTO

 Grattugiate la scorza dell’arancia e del limone.

 Versate in una ciotola, la farina, il lievito, lo zucchero e la scorza grattugiata degli agrumi. Aggiungete anche un pizzico di sale e disponete il tutto a fontana. Aggiungete quindi anche le uova, il burro a pezzetti morbido e lo spumante (o il rum).

 Amalgamate bene tutti gli ingredienti fino all’ottenimento di un impasto liscio ed omogeneo e poi riponete il tutto in frigorifero per almeno 15 minuti.

 Trascorso questo tempo, stendete l’impasto con il mattarello fino a quando non risulta abbastanza sottile e, con il tagliapasta, ricavate delle strisce di circa 3-10 cm. Sempre utilizzando il tagliapasta, effettuate anche un taglio al centro di ogni Chiacchiera.

 Riempite una padella con olio di girasole, fate riscaldare l’olio e poi friggete le Chiacchiere fatte in casa fino a quando non iniziano a gonfiarsi e diventano di un bel colore ambrato.

RICETTA CHIACCHIERE DI CARNEVALE AL FORNO –

Foderate una teglia con carta forno, adagiate le chiacchiere distanziandole una dall’altra e infornate a 180° per 15-20 minuti.

FRAPPE DI CARNEVALE AL FORNO

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BIMBY

  • ½ limone (scorza)
  • 25 g di zucchero
  • 2 uova
  • Sale q.b.
  • 25 g di strutto
  • 350 g di farina 00
  • 50 g di vino bianco
  • Zucchero a velo q.b

PREPARAZIONE

Inserisci nel boccale la scorza di ½ limone, 25 g di zucchero e trita 10 Sec. Vel. 9.

Aggiungi 2 uova, un pizzico di sale, 25 g di strutto, 350 g di farina 00 e mescola 10 Sec. Vel. 6.

Unisci 50 g di vino bianco e impasta velocemente 1 Min. Vel. 6.

Avvolgi l’impasto nella pellicola e metti a riposare in frigorifero per 30 Min.

Stendi l’impasto con il matterello o con la macchinetta per la pasta in una sfoglia molto sottile (1-2 mm) e con una rotella tagliapasta ricava dei rettangoli di 10×6 cm.

Pratica due tagli paralleli nella parte interna dei rettangoli e disponi le Chiacchiere ottenute su una teglia rivestita con carta forno.

Cuoci in forno già caldo a 180° per 10-15 Min.

Lascia freddare, spolverizza con abbondante zucchero a velo e servi.

Consiglio

Se l’impasto dovesse presentarsi troppo duro, aggiungi un cucchiaio di latte e impasta ancora pochi secondi Vel. 5.

Al contrario, se fosse troppo umido, aggiungi un cucchiaio di farina o due e procedi allo stesso modo.

Per aromatizzare ulteriormente questo impasto, puoi sostituire parte del vino con del Marsala secco.

Per una sfoglia uniforme e sottile, puoi usare la macchina della pasta.

SENZA BIMBY

  • 200 gr di farina
  • 40 gr di burro o strutto
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio abbondante di zucchero
  • 1 limone
  • olio di arachide per friggere
  • zucchero a velo
  • sale

PREPARAZIONE

Impastate rapidamente su di un piano di lavoro la farina, le uova, il burro, lo zucchero, una presa di sale e la scorza grattugiata del limone.

Impastate fino ad ottenere un impasto liscio, omogeneo e non appicicoso e dategli la forma di una palla.

Lasciate riposare la pasta per 30 minuti coperta da pellicola in un luogo fresco.

Riprendete l’impasto e tiratelo col mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile di circa 3/4mm. Tagliatela a striscioline di circa 3/4 cm di larghezza con l’aiuto di una rotella dentellata.

In un tegame  friggete le frappe per alcuni minuti fino a quando non diventeranno belle dorate. Scolatele su carta assorbente, quindi una volta asciutte dall’olio in eccesso, spolveratele con zucchero a velo.

Chi preferisce evitare la frittura può cuocere le frappe al forno adagiandole su una teglia ricoperta di carta da forno precedentemente bagnata e strizzata. Cuocete a 200°C  per circa 10 minuti o comunque fino a che la superficie non risulterà colorita.

CASTAGNOLE

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BIMBY

  • 1/2 limone non trattato (scorza)
  • 100 g di zucchero
  • 70 g di burro morbido
  • 2 uova
  • Un tuorlo
  • 350 g farina 00
  • 10 g di lievito per dolci

Per rifinire

  • Zucchero semolato q.b.

Per cuocere

  • Olio di semi di arachide q.b.

PREPARAZIONE

Lava un limone non trattato, asciugalo con un panno e preleva la scorza di metà limone con un coltellino o con un pelapatate, facendo attenzione a non prendere la parte bianca che è amara.

Metti la scorza nel Bimby con 100 g di zucchero 10 Sec. Vel. 8. Raccogli con la spatola sul fondo.

Unisci 70 g di burro morbido, 2 uova, un tuorlo, 350 g di farina 00 e impasta 20 Sec. Vel. 5.

Aggiungi 10 g di lievito 10 Sec. Vel. 4.

Trasferisci l’impasto su un piano di lavoro, compattalo bene con le mani, forma una palla e coprila con una ciotola rovesciata. Lascia riposare 10 Min.

Dividi l’impasto in parti più piccole, forma tanti serpentelli spessi e tagliali in pezzetti lunghi 2-3 cm.

Passa i pezzetti di impasto tra i palmi delle mani e forma tante palline.

Metti sul fuoco un tegame con i bordi alti e scalda abbondante olio di semi di arachide.

Friggi le castagnole un po’ per volta fino a doratura, circa 3 Min.

Metti a perdere l’unto su carta assorbente, poi passale ancora calde nello zucchero semolato.

SENZA BIMBY

  • 370 g di farina
  • 80 g di zucchero
  • 3 uova
  • 60 g di burro
  • 1 cucchiaino da caffè di lievito vanigliato
  • 1 limone grattugiato
  • zucchero a velo
  • sale
  • olio per frittura

PREPARAZIONE

In una terrina ammorbidite il burro, incorporate lo zucchero e poi le uova, una alla volta. Aspettate che si amalgami bene l’uovo prima di passare al successivo.

Mescolate e unite anche la buccia grattugiata del limone, un pizzico di sale e tanta farina quanto basta ad ottenere un impasto morbido e omogeneo. Alla fine aggiungete il lievito setacciato.

Staccate con le mani dall’impasto dei piccoli pezzetti e formateci delle palline.

Friggere in abbondante olio fino a che non assumono un bel colore dorato.

Toglietele dall’olio con l’aiuto di una schiumarola e mettetele ad asciugare su carta assorbente.

Prima di servirle, spolveratele con zucchero a velo o con quello semolato.

In molte regioni è comune accompagnarle con uno squaglio di cioccolato fondente nel quale intingerle mano mano che si mangiano.

CORIANDOLI

coriandoli

BIMBY

  • 400 g biscotti secchi (tipo petit)
  • 120 g di zucchero
  • 200 g di burro morbido
  • 60 g di cacao amaro
  • 100 g di latte
  • Codette colorate q.b.

PREPARAZIONE

Metti 400 g di biscotti nel boccale e polverizza 10 Sec. Vel. 9. Metti da parte.

Metti nel boccale 120 g di zucchero e polverizza 20 Sec. Vel. 9.

Aggiungi 200 g di burro morbido tagliato a cubetti piccoli. 20 Sec. Vel. 4.

Aggiungi i biscotti polverizzati messi da parte, 60 g di cacao amaro e 100 g di latte. Mescola 30 Sec. Vel. da 2 a 4, spatolando.

Metti l’impasto in una ciotola, compatta bene e metti a riposare in frigorifero 15-20 Min.

Preleva un po’ di impasto con un cucchiaino e forma delle palline.

Rotola ciascuna pallina nelle codette, metti nei pirottini e lascia riposare in frigorifero 2-3 Ore.

SENZA BIMBY

  • 1 pacco di biscotti secchi
  • 4 cucchiai cacao amaro
  • 50 gr di burro fuso
  • codette colorate q.b.
  • granella di nocciole q.b.
  • latte q.b.
  • 6 cucchiai zucchero
  • pinoli q.b.
  • codette nere q.b.

PREPARAZIONE

Mettete i biscotti su un piano e sbriciolateli, se volete con l’aiuto di una bottiglia o di un mattarello, in maniera grossolana.

Metteteli in una ciotola, aggiungete il cacao, lo zucchero, il burro fuso, i pinoli e amalgamate tutto, aggiungendo poco alla volta il latte freddo fino ad avere un impasto compatto.

Formate delle palline con le mani e passatene un terzo nelle codette colorate, un terzo nelle codette nere e un terzo nella granella di nocciole.

Sistemate in un vassoio alternando i colori.

Lasciate in frigorifero per almeno due ore.

TAGLIATELLE DOLCI FRITTE DI CARNEVALE

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BIMBY

  • Una scorza di limone non trattato
  • 3 uova
  • 300 g di farina
  • 2 cucchiai di Marsala secco (o rum)
  • 200 g di zucchero

PREPARAZIONE

Lava e pela il limone e metti la scorza nel boccale. 10 Sec. Vel. 8.

Raccogli sul fondo e ripeti 5 Sec. Vel. 8. Metti da parte.

Metti nel boccale pulito 3 uova, 300 g di farina, 2 cucchiai di Marsala e impasta 2 Min. Vel. Spiga.

Trasferisci l’impasto su un piano di lavoro, forma una palla, copri con una ciotola e lascia riposare 15 Min.

Stendi l’impasto con un matterello, fino a ottenere un grande rettangolo. La sfoglia deve essere alta 2-3 mm.

Spolvera completamente il rettangolo con 200 g di zucchero semolato e poi con la scorza di limone messa da parte.

Comincia ad arrotolare la sfoglia dal suo lato lungo, procedi con calma, arrotolandola ben stretta.

Lascia riposare il rotolo circa 30 Min. facendolo poggiare sul lembo di chiusura, in modo che il peso lo schiacci e sigilli bene.

Taglia il rotolo a fettine alte 1 cm, in modo da ottenere tante girelle di pasta.

Friggi in olio ben caldo e scola prima su carta da pane e poi su carta assorbente. Questo passaggio è importante, perché le tagliatelle appena fritte sono appiccicose per via del caramello.

SENZA BIMBY

  • 350 gr di farina, più quella per la spianatoia
  • 50 gr di burro
  • 2 cucchiai di latte
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo q.b.
  • 400 gr farina di grano tenero
  • 1 uovo intero ed un rosso
  • buccia grattugiata di mezzo limone da agricoltura biologica o almeno non trattato
  • 1 cucchiaio di grappa o altro super alcolico
  • olio di arachide o strutto per friggere q.b.
  • 4 uova fresche
  • sale q.b.

PREPARAZIONE

Come per le tagliatelle normali si deve per prima cosa fare la pasta.

Fate la fontana con la farina sulla spianatoia.

Fondete il burro, poi lasciatelo intiepidire, unitevi il latte, lo zucchero, il sale, mescolate per amalgamare il tutto.

Versate il miscuglio nell’incavo della fontana.

Unite l’uovo intero e il rosso, il liquore e la buccia di limone.

Impastate il tutto fino ad ottenere una pasta elastica ed omogenea.

Fasciatela con la pellicola alimentare e fatela riposare almeno mezzora.

Stendete la pasta usando a scelta la Nonna Papera o il matterello  per ottenere delle sfoglie non troppo sottili.

Ricavate le tagliatelle, e fatele asciugare dopo aver formato dei piccoli nidi.

Fate scaldare abbondante olio di arachide o strutto.

Passate le tagliatelle su un setaccio per eliminare l’eccesso di farina, poi friggetele poche alla volta, fino a che diventeranno dorate e croccanti.

Scolatele, fate perdere l’eccesso di unto su carta da cucina e spolveratele con abbondante zucchero a velo.

In questo caso si parte dalla classica pasta fresca all’uovo salata: setacciate e disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, poi formate un incavo nel centro e rompetevi, una alla volta, le uova che avrete tenuto a temperatura ambiente, aggiungendo anche un pizzico di sale.

Mescolate le uova con una forchetta o con un cucchiaio prendendo man mano la farina dai bordi, e lavorate poi con le mani l’impasto dall’esterno verso l’interno.

Continuate ad impastare fino a quando l’impasto non risulterà liscio e compatto.

Fate riposare la pasta per circa 30 minuti.

Stendetela non eccessivamente sottile o con il mattarello, e ritagliate delle tagliatelle abbastanza larghe.

A scelta arrotolatele a formare dei piccoli nidi, oppure lasciatele sciolte.

Passatele su un setaccio per eliminare ogni eccesso di farina.

Friggetele in abbondante olio di arachidi o strutto ben caldo.

Scolatele, mettetele a perdere l’eccesso d’olio su carta da cucina.

Spolveratele con il sale e servitele subito ancora calde.

PIGNOLATA GLASSATA

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BIMBY

Ingredienti

  • Per l’impasto
  • 20 g zucchero semolato
  • 25 g burro
  • 20 g rum
  • 2 intere + 1 tuorlo uova
  • 280 g farina 00
  • Per la glassa al cioccolato
  • 120 g zucchero semolato
  • 60 g burro
  • 120 g cacao amaro
  • 80 g acqua
  • Per la glassa al limone
  • 250 g zucchero a velo
  • 1 albume uova
  • 25 g succo di limone

PREPARAZIONE

Mettere nel boccale lo zucchero, il burro, il rum, le uova, il tuorlo e la farina: 2 min. vel. Spiga.

Togliere l’impasto dal boccale, avvolgere nella pellicola e lasciare riposare per 15 minuti.

Riprendere l’impasto e lavorarlo a formare dei serpentelli di circa 2 cm di spessore.

Ricavare delle palline e friggerle in olio bollente, poche per volta, fino a doratura.

Scolare le palline, asciugarle dall’olio in eccesso e trasferire in due ciotole separate.

Per la glassa al cioccolato

Mettere nel boccale lo zucchero: 10 sec. vel. 10.

Aggiungere il burro, il cacao e l’acqua: 5 min. 70° vel. 3.

Versare la glassa al cioccolato ottenuta in una delle due ciotole e mescolare bene.

Impiattare disponendo le palline una sopra l’altra, formando una montagnola.

Per la glassa al limone

Mettere nel boccale (sciacquato e asciutto) lo zucchero, l’albume e il limone: 3 min. vel. 3.

Versare la glassa al limone ottenuta nella seconda ciotole e mescolare bene.

Impiattare disponendo anche queste altre palline una sopra l’altra, formando una seconda montagnola vicino alla prima.

Lasciare asciugare almeno un ora prima di servire.

SENZA BIMBY

  • 250 grammi di farina 00
  • 3 tuorli
  • 3 cucchiai di liquore all’anice (per esempio la sambuca)
  • codette o monpariglia colorate e canditi a piacere
  • 50 grammi di  cioccolato fondente
  • uno o due cucchiai di acqua di fiori di arancio
  • un limone
  • un pizzico di sale
  • 3 uova intere
  • una noce di burro morbido
  • olio di arachidi q.b.
  • 1 arancia bio o almeno non trattata
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • un albume
  • 150 grammi di zucchero a velo vanigliato

PREPARAZIONE

Preparate l’impasto setacciando la farina a fontana sulla spianatoia, unite poi la noce di burro, le uova intere ed i tre tuorli, e la buccia grattugiata dell’arancia.

Impastate tutto aggiungendo anche i 3 cucchiai di liquore, goccia a goccia.

Lasciate riposare l’impasto almeno mezz’ora, dopo averlo avvolto con la pellicola alimentare.

Ricavate da questo impasto delle palline di circa 1,5 cm. di diametro, e friggetele poche alla volta in abbondante olio di arachidi ben caldo, fino a che non saranno dorate.

Sgocciolatele con un mestolo forato e poi fatele asciugare su carta da cucina.

Preparate poi la glassa al cioccolato, facendo fondere a bagnomaria lo zucchero a velo con l’acqua di fiori di arancio ed il cioccolato grattugiato, mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo.

Per la glassa al limone, montate invece a neve ferma l’albume con un pizzico di sale, unite lo zucchero a velo e subito dopo il succo del limone. Sbattete tutto con una frusta, fino a che non avrete un composto lucido e spumoso.

Su un piatto da portata formate con le palline una piramide, e ricopritene una metà con la glassa al cioccolato e l’altra con quella al limone, poi decorate con canditi tagliati a pezzettini e la monpariglia o le codette colorate, a vostro piacere.

Lasciate raffreddare completamente prima di servire.

MIGLIACCIO NAPOLETANO

MIGLIACCIO

BIMBY

  • Un limone non trattato (scorza)
  • 300 g di latte intero fresco
  • 60 g di burro morbido
  • Un pizzico di sale
  • 60 g di semolino
  • 6 uova
  • 350 g di ricotta
  • 300 g di zucchero
  • Zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE

Pela un limone, metti nel boccale la scorza e trita 10 Sec. Vel. 8. Raccogli sul fondo con la spatola e ripeti l’operazione.

Aggiungi 300 g di latte intero, 60 g di burro morbido e un pizzico di sale. 6 Min. 90° Vel. 4.

Versa dal foro del coperchio 60 g di semolino e cuoci 2 Min. 90° Vel. 4.

Aggiungi 6 uova, 350 g di ricotta e 300 g di zucchero. 40 Sec. Vel. 6 e 2 Sec. Vel. 7.

Fodera con carta forno il fondo di una teglia a cerniera da 26 cm di diametro, imburra e infarina le pareti e inforna 50 Min. a 180°.

Lascia freddare prima di formare. Poi spolvera con abbondante zucchero a velo.

SENZA BIMBY

  • 200 g semolino
  • 500 ml latte
  • 150 ml acqua
  • 1 noce di burro
  • 200 g zucchero
  • 350 g di ricotta
  • 2 uova
  • 2 bustine di vanillina
  • 1 limone
  • zucchero a velo

PROCEDIMENTO

Scaldate il latte in un pentolino aggiungendo la buccia di un limone, l’acqua e il burro. Quando il latte sarà arrivato ad ebollizione, abbassate la fiamma, togliete la buccia del limone e aggiungete il semolino molto lentamente, evitando i grumi. Una volta amalgamato il tutto, spegnete il latte e lasciate raffreddare. Proseguite sbattendo le uova in una bacinella. Aggiungete lo zucchero, la vanillina e la ricotta. Una volta amalgamato il tutto e sciolta bene la ricotta, aggiungete pian piano il composto di semolino. Se rimangono dei grumi schiacciare per bene con la forchetta. Prendete una teglia, imburratela e versate l’impasto. Infornate a 180° per circa un’ora finchè il dolce non sarà dorato. Sfornate, e una volta raffreddato, ricoprite la superficie con una spolverata di zucchero a velo

SANGUINACCIO

sanguinaccio

BIMBY
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 500 g di latte intero
  • 200 g di zucchero
  • 75 g di cacao amaro in polvere
  • 40 g di amido di mais
  • ½ cucchiaino di cannella in polvere
  • 40 g di burro

PREPARAZIONE

Taglia a pezzi regolari 100 g di cioccolato fondente e inseriscilo nel boccale. Trita 10 Sec. Vel. 8 e tieni da parte in una ciotolina.

Senza lavare il boccale, versa 500 g di latte intero, aggiungi 200 g di zucchero, 75 g di cacao amaro in polvere, 40 g di amido di mais, 1/2 cucchiaino di cannella e cuoci 7 Min. 90° Vel. 4.

Aggiungi il cioccolato messo da parte, 40 g di burro in pezzi e cuoci ancora 3 Min. 90° Vel. 4. Verifica che la crema sia densa.

Trasferisci in una ciotola larga, copri con pellicola (o con carta da forno bagnata e strizzata) a contatto e lascia freddare completamente a temperatura ambiente.

Trasferisci in frigorifero circa 1 Ora.

Servi.

SENZA BIMBY

  • 600 g di zucchero
  • 150 g di cacao amaro
  • 50 g di farina
  • 1/2 l di sangue di maiale (colato)
  • 1/2 l di vino cotto ( c’è chi adesso usa il latte)
  • 400 g di cioccolato fondente, 50 grammi di grasso di maiale ( strutto)
  • 100 grammi di cedro o uvetta arancia candita.
  • 50 g di noci spezzettate
  • 1 bustina di vaniglia, 1 presa di cannella,1 bicchierino di rum
  • Preparazione
  • 1. In una pentola alta mescola lo zucchero con il cacao e la farina e mescolando aggiungi il vino cotto ed il sangue filtrato attraverso un colino fine. Aggiungi lo strutto e il cioccolato fondente tagliato a scaglie piuttosto sottili,le noci e i canditi, quindi avvia la cottura a fiamma bassissima.
    2. Porta a bollore il sanguinaccio mescolando continuamente con un cucchiaio di legno; lascia addensare proseguendo la cottura per almeno 30 min Spegni la fiamma e continua a mescolare insaporendo la crema con la vaniglia, il bicchierino di rum e la cannella. Fai raffreddare il tutto passando la pentola in acqua ghiacciata.
    3. Trasferisci il sanguinaccio in fondine individuali se lo vuoi mangiare subito con biscotti tipo Lingue di Gatto o Savoiardi o con le Chiacchiere.
    4. Se lo vuoi conservare, versalo ancora caldo nei barattoli, chiudi e sterilizzi 15 min in acqua bollente

    FRITOLE VENEZIANE

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BIMBY

  • 80 g di uva passa
  • 40 g di rum
  • Un limone non trattato (scorza)
  • Un’arancia non trattata (scorza)
  • 300 g di acqua
  • 30 g di burro
  • 600 g di farina 00
  • Una bustina di lievito per dolci
  • 120 g di zucchero
  • 2 uova grandi
  • 15 g di pinoli
  • Olio di semi di arachide q.b.
  • Zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE

Metti in ammollo in una ciotola 80 g di uva passa in 40 g di rum per almeno 10 Min.

Pela un limone e un’arancia non trattati prelevandone la scorza, evitando di prendere anche la parte bianca.

Inserisci nel boccale le scorze degli agrumi e trita 10 Sec. Vel. 7.

Unisci 300 g di acqua, 30 g di burro e mescola 30 Sec. Vel. 4-5.

Aggiungi 600 g di farina 00, una bustina di lievito per dolci, 120 g di zucchero, 2 uova grandi e mescola 30 Sec. Vel. 4.

Aggiungi 15 g di pinoli e l’uvetta strizzata. Mescola 30 Sec. Antiorario Vel. 3.

Metti sul fuoco un tegame profondo con olio di semi di arachide.

Con l’aiuto di un cucchiaio prendi un po’ di impasto e friggi 1 Min. per lato.

Metti a perdere l’unto su carta assorbente e servi spolverizzando con zucchero a velo.

SENZA BIMBY

  • 20 gr. lievito di birra
  • – 40 gr. pinoli
  • – 50 gr. zucchero
  • – 70 gr. uvetta
  • – 350 gr. farina
  • – Olio di semi per friggere
  • – Zucchero a velo
  • – Un po’ di sale

PREPARAZIONE

Mettiamo in una ciotola la farina, il lievito di birra (diluito in precedenza con un terzo di bicchiere di acqua tiepida) e lo zucchero. Versiamo acqua in abbondanza sul composto finché diventa gommoso. Aggiungiamo un pizzico di sale, l’uvetta (che avremo fatto intenerire in precedenza in un bicchiere di acqua tiepida) e i pinoli. Mescoliamo il tutto per almeno 20 minuti finché tutti gli ingredienti si siano ben amalgamati. Copriamo il composto con un tovagliolo e lo lasciamo riposare per qualche ora durante le quali lieviterà. Quando il composto avrà raddoppiato il suo volume lo dovremo mescolare ancora, e se non sarà sufficientemente gommoso aggiungiamo dell’acqua. A questo punto sagomiamo a mano il composto, formando le nostre frittelle e le mettiamo a friggere in olio bollente. Quando le frittelle sono dorate al punto giusto le scoliamo e le mettiamo su una carta assorbente. Non ci resta che aggiungere lo zucchero a velo e le frittelle veneziane sono pronte.

TARALLI AL NASPRO

Sweet white Taralli from Southern Italy

Ingredienti Bimby

  • 20 g di zucchero
  • 500 g di farina
  • 3 uova
  • Un pizzico di sale
  • Un misurino di anice

Per il naspro (o zucchero fondente)

  • 250 g di zucchero
  • 40 g di acqua
  • 1/2 limoni
PREPARAZIONE
Metti nel boccale 20 g di zucchero 10 Sec. Vel. 8.Aggiungi 500 g di farina, 3 uova, il sale e un misurino di anice. 1 Min. Vel. 6.

Crea dei piccoli rotoli e chiudili dando loro la forma di piccole ciambelle. Se l’impasto risultasse troppo appiccicoso, usa della farina per formare i rotoli.

Inforna 25-30 Min. 180°.

Nel frattempo, prepara il naspro (o zucchero fondente).

Metti nel boccale 250 g di zucchero, 40 g di acqua e il succo di mezzo limone 5 Min. 80° Vel. 4.

Versa lo sciroppo in una ciotola e lascialo raffreddare completamente.

Metti in funzione l’apparecchio a Vel. 9 e, dal foro del coperchio, fai cadere a filo lo sciroppo preparato. 2 Min. Vel. 9.

Versa il naspro sui taralli sfornati.

Lasciali riposare per 10 Min. nel forno caldo.

SENZA BIMBY

  • 1kg di farina
  • 1 pizzico di sale
  • un bicchierino di anice o altro liquore dolce
  • 500gr di zucchero
  • 5 uova
  • 1 pizzico di zucchero
  • 250ml di acqua
  • buccia e succo di limone

PREPARAZIONE

Su di una spianatoia sistemate la farina ed unite le uova, lo zucchero, il sale (un pizzico) e il liquore. Amalgamate bene il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio.

Tagliate la pasta a pezzetti e create delle piccole ciambelle.

Cuocetele in forno a 180 gradi finchè non saranno ben dorati.

Fateli raffreddare.

Preparate il naspro in questo modo: in una pentola unite l’acqua con lo zucchero, quando quest’ultimo si sarà sciolto togliete la pentola dal fuoco ed aggiungete la buccia di limone grattuggiata e il succo.

Mescolate e dopo pochi minuti aggiungete un pò per volta i taralli, continuate a mescolare fino a quando non saranno completamente ricoperti dal naspro.

Fateli raffreddare.

SCROCCAFUSI MARCHIGIANI

scroccafusi-marchigiani

Per l’impasto

  • 4 uova medie (60 g ciascuna)
  • 400 g di farina 00
  • 50 g di liquore Mistrà o Alchermes
  • 20 g di zucchero
  • Un pizzico di sale

Per formare le palline e per friggere

  • Olio di semi q.b.

Per decorare

  • Un’arancia non trattata (scorza)
  • Un limone non trattato (scorza)
  • Miele liquido q.b.
  • Alchermes q.b.
  • Zucchero vanigliato q.b.

Preparazione

Inserisci nel boccale la scorza di un’arancia e di un limone. Trita 10 Sec. Vel. Turbo. Metti da parte per la decorazione.

Inserisci nel boccale 4 uova medie, 400 g di farina, 50 g di liquore mistrà o alchermes, 20 g di zucchero e un pizzico di sale. Impasta 3 Min. Vel. Spiga. L’impasto deve risultare morbido e omogeneo. Se necessario, impasta ancora a Vel. Spiga fino a che l’impasto non risulti omogeneo.

Con le mani unte di olio di semi, forma delle palline grandi come un mandarino o una noce.

Porta a ebollizione in una pentola abbondante acqua (senza sale).

Cuoci le palline di impasto nell’acqua bollente girandole di tanto in tanto. Quando vengono a galla sono pronte.

Scola le palline dall’acqua e mettile ad asciugare sopra a un canovaccio pulito. Lascia asciugare per 2 Ore.

Passato questo tempo, pratica sopra ad ogni pallina un taglio a croce per dare allo scroccafuso la tipica forma a fiore.

Friggi in abbondante olio di semi a fuoco moderato, fino anche non prendono un colore dorato e si aprono a forma di fiore.

In una ciotola unisci q.b. di miele liquido alla scorza grattugiata del limone e dell’arancia.

Versa questa glassa sugli scroccafusi, cercando di ricoprirli in maniera uniforme.

In alternativa, bagna gli scroccafusi con q.b. di alchermes e spolvera con q.b. di  zucchero vanigliato.

SENZA BIMBY

  • 800gr di farina,
  • 150gr di zucchero
  • un bicchierino di mistrà o altro liquore secco
  • 5 uova
  • 25gr di olio d’oliva
  • scorza di limone

PREPARAZIONE

In un’ ampia ciotola amalgamate bene tutti gli ingredienti, dal composto ottenuto ricavate tante palline grandi come una noce.

Immergertele in abbondante acqua bollente e appena salgono a galla scolatele.

Friggetele successivamente in abbondante olio o strutto non troppo caldo.

Appena gli scroccafusi saranno cotti e belli dorati ricopriteli di miele.

Se invece preferite la cottura nel forno dopo averli tolti dall’acqua bollente è necessario asciugare gli scroccafusi con molta delicatezza, sistemarli sulla lastra unta del forno e farli cuocere per circa 30 minuti a 180 gradi.

Non c’è Arte senza carattere

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Non c’è arte senza carattere

Quando si pensa alla nascita dei linguaggi dell’arte moderna e contemporanea, spesso non si considera il presupposto fondamentale che scardinava alla fine dell’Ottocento tutto quello che l’arte si trascinava dietro dal classico e dal Rinascimento, la condivisione tra osservatore ed artista del linguaggio dell’arte, il linguaggio dell’arte diventa con la modernità industriale uno strumento di relazione, recupera il suo essere naturale biologia dell‘umano.
La partecipazione dell’osservatore diventa fondamentale per la compiutezza di un opera d’arte, il linguaggio dell’arte diventa uno strumento di relazione ed espansione culturale, impulso estetico e culturale che conduce a nuove forme di linguaggi e visioni emotive e interattive.
Pensate allo Scultore Rodin quando affermava:
“Non c’è niente di brutto nell’arte eccetto quello che è privo di carattere, ossia quello che non propone una verità esterna o interna”.
Matura in quel momento storico l’idea dell’artista come educatore del pubblico, educatore allo sguardo diverso e non convenzionale, a trovare una nuova dimensione della realtà che sia connessa con lo spettatore, nessuna reale gerarchia ereditata dal classico, dal bizantino, dal gotico o dal Rinascimentale, l’arte diventa linguaggio connettivo che intercetta la mutazione dello spettatore nello spazio e nel tempo.
Senza il coinvolgimento dello spettatore non c’è opera d’arte, visione dell’arte che matura lentamente a partire dal seicento con Caravaggio, ma anche con i pittori olandesi come Frans Hals che invitavano emotivamente lo spettatore all’interno del quadro, quasi come i selfie contemporanei, nessuna barriera formale compositiva, pedagogica o di decoro.

Domenico Di Caterino

TANTE RICETTE DI PANDORO E PANETTONI CON IL BIMBY E SENZA… —

Oggi voglio proporvi una raccolta di ricette di pandoro e panettone da realizzare con il bimby e senza… SE VUOI ESSERE AGGIORNATA SEMPRE SULLE MIE RICETTE , CONSIGLI E TRUCCHI SEGUITEMI NELLA MIA PAGINA DI FACEBOOK RICETTE DI CUCINA E ISCRIVETEVI NEL MIO GRUPPO DI FACEBOOK PECCATI DI GOLA 568-RICETTE BIMBY E NON SOLO… PANDORO […]

via TANTE RICETTE DI PANDORO E PANETTONI CON IL BIMBY E SENZA… —